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NEWS METEO: PERTURBAZIONI ATLANTICHE SEMPRE IN ALTO MARE.

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La Situazione sul comparto europeo presenta due minimi chiusi in quota: uno sul mediterraneo occidentale tendente a traslare dapprima sulle coste algerine e successivamente sul nord della Tunisia; l’altro tra Germania e Repubblica Ceca tendente a portarsi verso nord est fino ad entrare in fase con la circolazione principale giovedì 18 ottobre. Il flusso principale perturbato continua a scorrere oltre il 50 parallelo , presentando piccole ondulazioni che non riescono a scendere di latitudine causa la persistenza dell’azione di blocco dell’anticiclone atlantico che di tanto in tanto permette la discesa delle gocce fredde responsabili delle condizioni a tratti perturbate sul bacino del mediterraneo centro occidentale. Nei prossimi 2 giorni, la situazione barica sul bacino del mediterraneo non subirà grosse variazioni e persisteranno condizioni instabili con temporali specie sui settori meridionali  delle due isole maggiori.
Venerdì 19, l’anticiclone atlantico, sempre presente in modo ingombrante sul vicino atlantico, tenderà ad espandersi nuovamente verso est bloccando di fatto le perturbazioni atlantiche che continueranno a traslare oltre il 50 parallelo nord. Nel contempo le condizioni meteo sulle due isole maggiori tenderanno ad un temporaneo miglioramento, mentre sarà perturbato tra la penisola Iberica e il Marocco per l’ennesima goccia fredda sfuggita alle grinfie dell’anticiclone (vedi la mappa dei geopotenziali a 500 hPa e della pressione al suolo, emessa dal modello GFS, valida per venerdì 19 ottobre).




Nel medio termine sembrano non esserci variazioni di rilievo, l’anticiclone atlantico sembra persistere sugli stessi territori e pertanto difficilmente le perturbazioni atlantiche, che solitamente determinano una distribuzione più democratica delle piogge, riusciranno a fare il loro ingresso sul mediterraneo. Le piogge in atto sul meridione italiano sono infatti i frutti dell’ingresso delle gocce fredde. Le gocce fredde, altro non sono che nuclei di aria fredda che, staccatasi da una saccatura, tendono ad avere vita autonoma fintanto che l’energia sarà sufficiente a sostenerle. In questi casi si parla di depressione in quota mentre al suolo la pressione è alta. Questo determina spesso accesi contrasti a causa dell'aria fredda e pesante che si trova al di sopra di quella calda e leggera al suolo. Ciò destabilizza la colonna d'aria e mette in moto una notevole turbolenza atmosferica con attive correnti verticali che, specialmente sul finire dell’estate e in autunno determinano  lo sviluppo dell’ attività convettiva e temporalesca. L'aria fredda presente in quota verrà infatti rovesciata al suolo proprio dai temporali i quali avranno pertanto il compito di ristabilire l'equilibrio atmosferico perduto. Le piogge in questo caso si presenteranno su una fascia ristretta di territorio, ecco il perché non facciamo altro che parlare e sperare  nelle perturbazioni atlantiche.


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